Scuola di Shiatsu

del Centro di Salute Naturale


Principi della Pressione

 

I PRINCIPI DELLA PRESSIONE

Allo scopo di eseguire un trattamento efficace e con il minimo sforzo è opportuno che la pressione e le altre manovre siano esercitate correttamente e che l’operatore sia in una posizione centrata e comoda.

La pressione deve essere:

1) PERPENDICOLARE al piano trattato, quindi indirizzata verso il centro, verso l’interno della zona che stiamo trattando; questo affinché avvenga una reazione in profondità in tutta l’area prescelta.
Al contrario, una pressione obliqua, tende a scivolare e dà una reazione in un’area più limitata.
Grazie alla pressione perpendicolare, posiamo quindi sviluppare alcune qualità dell’operatore quali la Rettitudine e la Centratura per giungere alla correttezza dello stimolo che raggiunge l’intimo dell’individuo e suscita l’Autenticità delle sue risposte.

2) COSTANTE nella sua presenza, cioè una volta stabilito il contatto, questi viene mantenuto per tutta la durata del trattamento al fine di dare un senso di continuità dall’inizio alla fine. Anche il ritmo deve essere il più possibile costante, se vogliamo anche ripetitivo, così come la qualità dell’intensità (fermo restando che la sua quantità varierà secondo le zone trattate).Tutto ciò fa sì che il paziente sia maggiormente indotto ad abbandonarsi e non ad aspettarsi sorprese dovute  a repentini cambiamenti del ritmo o allo stacco ed al contatto delle mani sul corpo; in tal modo si crea un adeguamento, lo stato di allerta e/o d’ansia è aggirato e gli effetti del trattamento possono raggiungere la profondità. Inoltre ogni pressione deve essere mantenuta per almeno 3-5 secondi e comunque almeno per un atto respiratorio completo del paziente. L’operatore dovrà qui sintonizzarsi con le qualità della fluidità del movimento e del respiro e dell’Adattamento alle circostanze.

3) SOSTENENTE: questo è  sicuramente l’aspetto più prettamente personale ed umano e riguarda proprio il tipo di relazione che si crea durante il trattamento: è una vera comunicazione, dialogo non-verbale ove coinvolgimento e distacco, dare e ricevere, sensazioni ed intuito si succedono e convivono nella ricerca di un equilibrio migliore. È uno scambio reciproco, un po’ come se fosse il paziente che si appoggia all’operatore e non viceversa come apparentemente accade: questa qualità di sostenere dipende dalla capacità stessa dell’operatore di essere in contatto con la propria parte sostenente e con le sensazioni, le emozioni e i pensieri che si generano durante il trattamento. A questo scopo è utile praticare lo shiatsu solo se sentiamo di volerlo fare e non quando siamo stanchi o ci sentiamo in qualche modo obbligati a praticarlo, inoltre è fondamentale che la richiesta di aiuto venga dal paziente e non sia un’imposizione di chi stabilisce che “ha bisogno di essere aiutato”. È fondamentale contattare e coltivare la propria capacità di ascolto e il sapersi porre in una  effettiva relazione d'aiuto  piuttosto che in un’attitudine troppo interventista di “guaritore”; ciò fa sì che la persona apra la propria disponibilità favorendo così il proprio potenziale di guarigione. Il potenziale di autoguarigione è uno dei capisaldi dello Shiatsu in quanto si pensa che informare la profondità e mettere a contatto la persona con la propria essenza generi una forza di risposta autentica e risanatrice.